Sergio Bellucci a Massa per due appuntamenti sull’Intelligenza Artificiale tra lavoro scuola e futuro digitale

Sergio Bellucci a Massa per due appuntamenti sull’Intelligenza Artificiale tra lavoro scuola e futuro digitale

evento 0001 1Venerdì 30 gennaio alle 17.30 e sabato 31 gennaio alle 10, Palazzo Ducale di Massa apre le porte a due incontri dedicati all’Intelligenza Artificiale, organizzati da Gaza Fuorifuoco e curati dal prof. Sergio Bellucci, figura che da anni incrocia innovazione tecnologica, comunicazione e trasformazioni del lavoro digitale. In un momento in cui la parola AI è ovunque, spesso ridotta a slogan o a paura, l’idea di riportarla dentro un luogo pubblico, con tempi distesi e un confronto diretto, ha un valore concreto. Non si tratta di celebrare la tecnologia né di demonizzarla, ma di capire dove sta entrando, con quali effetti e con quali scelte possibili per cittadini, famiglie, scuole e amministrazioni.

Il doppio appuntamento nasce con un taglio chiaro. L’incontro del 30 gennaio è pensato per un pubblico ampio, per chi vuole orientarsi tra promesse e rischi senza dover essere un tecnico. Quello del 31 gennaio, invece, è rivolto principalmente alle scuole, perché oggi la questione non è più se i ragazzi useranno strumenti intelligenti, ma come li useranno, con quale consapevolezza e con quali anticorpi culturali. Parlare di Intelligenza Artificiale a studenti e docenti significa toccare temi pratici, come la scrittura assistita, la ricerca, l’affidabilità delle fonti, ma anche questioni più profonde, come il rapporto tra autonomia, responsabilità e delega alle macchine. La scuola, in questo passaggio, non può limitarsi a proibire o a inseguire, deve imparare a guidare.

La presenza di Sergio Bellucci dà sostanza al percorso. Giornalista e saggista, è specializzato nei temi dell’innovazione tecnologica legata alla comunicazione e alla trasformazione digitale. Ha progettato e svolto nel 1993 per For.Com, Consorzio Interuniversitario Transnazionale dell’Università La Sapienza, il primo corso di perfezionamento post-universitario “Tecniche e Linguaggi Multimediali”, in anni in cui parlare di multimedialità significava prevedere il futuro con largo anticipo. È stato docente incaricato della cattedra di Comunicazione Sociale alla LUDES di Lugano e ha fatto parte del Senato Accademico della stessa università per un triennio. Nel tempo ha incrociato anche ruoli di governance e direzione editoriale, dalla presidenza del C.d.A. del quotidiano Liberazione alla direzione del quotidiano Terra, oltre a esperienze in consigli di amministrazione e comitati scientifici. Presiede inoltre la Free Hardware Foundation, segnale di un interesse non solo per le applicazioni, ma per le infrastrutture culturali e tecniche che determinano chi controlla cosa.

Il punto, però, non è il curriculum in sé, ma ciò che permette di affrontare. Oggi l’AI viene raccontata come scorciatoia universale. In realtà è un insieme di sistemi e modelli che apprendono da enormi quantità di dati, che producono testi, immagini, previsioni e suggerimenti, e che stanno riscrivendo abitudini quotidiane. Nei luoghi di lavoro entrano come strumenti di ottimizzazione, assistenza, selezione, valutazione. Nelle professioni intellettuali si presentano come acceleratori di bozza, sintesi, ricerca. Nella pubblica amministrazione possono promettere efficienza, ma aprono anche la questione della trasparenza e della motivazione delle decisioni. Il rischio più comune è quello di confondere la velocità con la verità, e l’automazione con la giustizia. Un incontro pubblico serve proprio a separare i piani, a distinguere la potenza tecnica dai criteri sociali con cui la si governa.

Bellucci ha dedicato molte pubblicazioni a questi passaggi, dal tema dell’“E-work” e delle reti come infrastruttura del lavoro contemporaneo, alla critica dell’economia cognitiva, fino a testi più recenti come AI-Work sulla digitalizzazione del lavoro e volumi divulgativi e accademici sull’Intelligenza Artificiale come transizione. Questa continuità di ricerca aiuta a leggere l’AI non come un fulmine isolato, ma come l’ultima accelerazione di un processo: la trasformazione della società in un ambiente dove comunicazione, produzione e organizzazione passano sempre più da piattaforme e algoritmi.

Per le scuole, l’urgenza è doppia. Da un lato, gli studenti hanno già accesso a strumenti capaci di rispondere, scrivere, tradurre e riformulare. Se la didattica ignora questo dato, rischia di produrre solo ipocrisie e scorciatoie. Dall’altro lato, servono nuovi criteri di educazione critica: come verificare un’informazione, come riconoscere un errore plausibile, come capire che un testo “ben scritto” può essere comunque infondato. L’alfabetizzazione digitale non è più solo imparare a usare software, ma comprendere la logica della probabilità, dei dati, dei bias, delle fonti. In questo senso, un appuntamento dedicato alle scuole non è un evento collaterale, ma un nodo centrale della cittadinanza.

C’è poi un profilo internazionale che rende l’iniziativa ancora più attuale. Bellucci è Direttore Accademico dell’Università per la Pace dell’ONU e promotore della Facoltà sull’Intelligenza Artificiale. Portare questo sguardo dentro una sala di un palazzo storico significa collegare il locale al globale. Perché l’AI non riguarda solo i grandi centri tecnologici, riguarda anche territori, comunità, lavoro reale, servizi, formazione. E riguarda la capacità di discutere, insieme, quali limiti e quali indirizzi dare alle tecnologie che stanno diventando infrastrutture invisibili della vita quotidiana.

Gli incontri di Massa si inseriscono così in una domanda semplice e decisiva. Vogliamo essere spettatori di una trasformazione raccontata da altri, o vogliamo acquisire strumenti per partecipare? La differenza non è astratta. Dipende dalla qualità del dibattito pubblico, dalla scuola, dalla cultura tecnica minima diffusa, e anche da momenti come questi, dove si può fare una domanda senza filtri e ascoltare risposte non ridotte a slogan. Venerdì 30 gennaio alle 17.30 e sabato 31 gennaio alle 10, a Palazzo Ducale di Massa, la tecnologia esce dalla nebbia delle parole e rientra nel posto più serio che possa avere: la conversazione pubblica.

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20124 Milano - Piazza Castello, 39

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